
La Novena
Una Novena di preghiera e d'intercessione è un'antica tradizione della Chiesa. Si ispira alla preghiera fatta con un cuore solo dagli apostoli, riuniti attorno a Maria nel Cenacolo, durante i nove giorni che separano l'Ascensione del Signore dalla discesa dello Spirito Santo il giorno di Pentecoste (At 2,1-4).
Ogni Novena persegue un fine spirituale o materiale. Nessun aspetto della nostra vita è indifferente, e meno ancora straniero, al Padre Nostro che è nei Cieli. Egli ci accorda ogni grazia, ogni dono che favorisce la nostra crescita spirituale, a condizione che noi glielo chiediamo: «Chiedete e vi sarà dato» (Mt 7,7).
Il nostro Padre celeste ama ricolmare i suoi figli di cose buone. Esaudisce le nostre preghiere a suo tempo, il che, naturalmente, non corrisponde sempre alle nostre attese. A modo suo non lascia alcuna preghiera inascoltata: anche se le risposte non sono le nostre, possiamo essere certi che «tutto concorre al bene di coloro che amano Dio» (cfr. Rm 8,28). Una novena produce buoni frutti quando è fatta con fervore e nel totale abbandono alla volontà di Dio.
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NOVENA DELLE ROSE IN ONORE DI S. TERESA DI GESÙ BAMBINO
"Passerò il mio Cielo a fare del bene sulla terra. Farò scendere una pioggia di rose."
Il Padre Putigan, S.J., il 3 dicembre 1925, cominciò una novena chiedendo una grazia importante. Per sapere se veniva esaudito, chiese un segno. Desiderava ricevere una rosa in dono quale garanzia di avere ottenuto la grazia. Non fece parola con nessuno della novena che stava facendo. Al terzo giorno, ricevette la rosa richiesta ed ottenne la grazia. Cominciò un'altra novena. Ricevette un'altra rosa e un'altra grazia. Allora prese la decisione di diffondere la novena "miracolosa" detta delle rose. Oggi in tutto il mondo si pratica questa novena... Si può incominciare in qualsiasi giorno del mese. Di solito, devoti ed amici di Teresina, lo fanno dal 9 al 17 di ogni mese.
PREGHIERA PER LA NOVENA
Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, io vi ringrazio per tutti i favori e le grazie di cui avete arricchito l'anima della vostra serva Santa Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo, Dottore della Chiesa, durante i suoi ventiquattro anni trascorsi su questa terra e, per i meriti di questa vostra Santa Serva, concedetemi la grazia che ardentemente desidero
(qui si formula la grazia che si vuol ricevere),
se è conforme alla vostra santa volontà e per il bene della mia anima.
Aiutate la mia fede e la mia speranza, o Santa Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo; realizzate ancora una volta la vostra promessa di passare il vostro cielo a fare del bene sulla terra, permettendo che io riceva una rosa come segno della grazia che desidero ottenere.
Si recitano 24 "Gloria al Padre..." in ringraziamento a Dio dei doni concessi a Teresa nei ventiquatro anni della sua vita terrena. Segue ad ogni "Gloria" l'invocazione "Santa Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo, prega per noi".
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DOMENICA 2 AGOSTO
XVIII Tempo Ordinario
“Signore, dacci sempre questo pane!”
Se il cuore si spalanca attraverso la fede, la fiducia e l'amore, allora può entrare Cristo con tutta la ricchezza della sua grazia, con l'abbondanza di quei doni soprannaturali che scaturiscono dalla celebrazione dei suoi Misteri e che permettono al giusto di vivere di fede.
Dal Vangelo secondo Giovanni 6, 24-35
Chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!
In quel tempo, quando la folla vide che Gesù non era più là e nemmeno i suoi discepoli, salì sulle barche e si diresse alla volta di Cafàrnao alla ricerca di Gesù. Lo trovarono di là dal mare e gli dissero: «Rabbi, quando sei venuto qua?».
Gesù rispose loro: «In verità, in verità io vi dico: voi mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato di quei pani e vi siete saziati. Datevi da fare non per il cibo che non dura, ma per il cibo che rimane per la vita eterna e che il Figlio dell'uomo vi darà. Perché su di lui il Padre, Dio, ha messo il suo sigillo». Gli dissero allora: «Che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?». Gesù rispose loro: «Questa è l'opera di Dio: che crediate in colui che egli ha mandato». Allora gli dissero: «Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: "Diede loro da mangiare un pane dal cielo"». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: non è Mose che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo».
Allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». Gesù rispose loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!».
Parola del Signore Lode a te, o Cristo
La prima lettura e il vangelo oggi parlano di pane. Gli israeliti si lamentano contro Mosè e Aronne perché lungo il cammino nel deserto hanno fame. Rimpiangono il tempo in cui erano in Egitto, dove non mancava loro né pane né carne: ma allora mancava loro la libertà, soprattutto la libertà di servire il Signore e quindi la possibilità di obbedire ai suoi comandamenti. La loro mormorazione suona quindi come sfiducia in Dio, come il preferire il benessere materiale al benessere spirituale, gli idoli al Dio vero. Dio non ha intenzione di lasciar mancare né il pane né la carne al suo popolo: basterebbe aver fiducia in lui e pregarlo con umiltà. Chi pensa solo al pane materiale rischia davvero di rimanere senza il cibo spirituale. È la situazione di vera povertà in cui troviamo noi oggi. Non ci manca il pane, non ci manca la carne e non ci mancano nemmeno tante cose superflue, ma ci manca la libertà interiore e la capacità di ascoltare e amare il nostro Dio e Padre. Questa mancanza diventa mancanza di fraternità. Per la solitudine che ne deriva non possiamo davvero lamentarci con Dio. Se lo ascoltassimo… ci sarebbe la gioia nel nostro popolo, la gioia di chi sa di avere molti fratelli e di non essere solo. Il vangelo racconta il commento di Gesù al segno che egli stesso aveva dato al popolo che lo cercava. Anzitutto ha una parola di meraviglia, perché quelli che lo cercano pensano solo al pane da mangiare e ancora questo cercano da lui. Dovrebbero invece preoccuparsi del “cibo che rimane per la vita eterna”: è quello che egli vuol dare. Egli glielo vuol donare perché è l’unico “pane” che nutre in pienezza l’uomo, che lo fa sentire realizzato in tutte le dimensioni della vita. Questo pane poi soltanto lui lo può donare all’uomo, ed è la sua vita: “Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!”. Noi, che abbiamo esperienza di vita con Gesù, sappiamo quanto lui è un pane prezioso e vero. Senza di lui che sarebbe la nostra giornata? Senza di lui a cosa si ridurrebbero le nostre relazioni? Senza di lui che sarebbe la nostra società, se non un luogo di inimicizia, di disordine, di diffidenza?
L’apostolo San Paolo scongiura i cristiani a cambiare vita: oggi diremmo, li scongiura a cambiare il loro pane, a cambiare nutrimento. Sono abituati a vivere da pagani, ma questo non si confà con l’essere cristiani. Chi conosce Gesù e lo ascolta vive in un modo diverso da tutti gli altri, che seguono le passioni naturali. Sentiamo dire spesso: “fanno tutti così”, e con questa frase giustifichiamo molti comportamenti superficiali; ebbene, se tutti fanno così noi credenti in Gesù non dobbiamo fare così! Noi ci distinguiamo da tutti, perché mangiamo un altro pane, perché nutriamo il nostro uomo interiore, che è nuovo, con un pane diverso. Noi cerchiamo di essere somiglianti a Dio, perché sappiamo di essere suoi figli. Tale somiglianza è pienamente realizzata da Gesù, e perciò noi guardiamo a lui e lo lasciamo entrare in noi attraverso la porta dell’amore. Egli ci aiuterà, o tramite i fratelli o tramite qualche ispirazione interiore dello Spirito Santo, a vivere dalla mattina alla sera in modo “nuovo” rispetto a chi è senza Gesù. Lo si vedrà da come passiamo il tempo, da come incontriamo la gente col sorriso, con simpatia, da come ci vestiamo, da come affrontiamo le paure e le ansietà causate dai fatti di cronaca nera d’ogni giorno. La gioia di essere nutriti da Gesù diventa sicurezza interiore e disponibilità ad amare ogni persona che incontriamo. Grazie, Signore Gesù, pane vivo e vero!
Padre Leonildo
http://www.rnsbassano.it/node/318#1
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Commento al Vangelo della Domenica (a cura di don Luca Principi)
inserito il 31/07/09
XVIII Domenica del Tempo Ordinario
La prima lettura ci presenta il popolo dell’antica alleanza che nel deserto constata la sua sfiducia e la sua ribellione. I disagi che avverte gli sembrano tali ed insuperabili da preferire la schiavitù dell’Egitto... Si lamenta con Dio e riceve la manna: è la risposta del cielo alla sua fame.
Ma come ha vissuto, il popolo di Dio, questo momento di prova nel deserto? Non si è fidato di Dio, di quel Dio che con segni e prodigi grandi lo aveva liberato dall’Egitto. La fede in lui non era tale da farlo camminare tranquillo verso la terra promessa, sicuro dell’amore del suo Signore.
Cristo continua ad auto-rivelarsi nel segno del pane. Oggi si definisce così: Pane di Dio, che discende dal cielo e dà la vita al mondo. È una rivelazione profonda e non scontata.
Qual è il cibo che rimane per la vita eterna? È il dono di Gesù all’uomo lungo la storia, un dono che non perisce con la storia. Qualcosa che nutre ciò che è più profondo in noi e va al di là della vita terrena. Gesù è questo dono. Non possiamo stupirci se la gente lo cercava per ciò che lui donava. Su questa ricerca però viene interpellata la gente di allora e veniamo interpellati anche noi. Perché cerchiamo Gesù? Gesù si rivela e si autodefinisce nella sua realtà di Pane di vita proprio per aiutarci a valutare e a vagliare lo scopo e il fine della nostra ricerca. Se i nostri passi, interiori ed esteriori, si muovono con intenzioni precise che troveranno riscontro in Gesù, allora lo cerchiamo in modo giusto e troveremo ciò che cerchiamo. Se abbiamo mire troppo umane e solamente umane... allora vale anche per noi il rimprovero che Gesù ha rivolto alla folla.
Solo una ricerca autentica può portare ad un incontro vero con il Signore. Un incontro che ci renda capaci di accogliere sempre più il mistero di Gesù e giorno dopo giorno ci prepari a quell’incontro finale che ci aprirà la vita eterna. Incontro che si svolge nella fede e nel cammino quotidiano della storia del quale la celebrazione eucaristica, per noi cristiani, è momento privilegiato di grazia e di amore.
http://www.rns-marche.it/vangelo.htm